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Quante volte vi siete innamorate di un abito che ai vostri occhi sembrava perfetto ma poi, provandolo, ne siete rimaste deluse? Scommetto che il primo pensiero è stato quello di incolpare il vostro corpo e tutti i suoi difetti. Se vi è capitato almeno una volta state pure tranquille perché è quello che fa la maggior parte delle persone. La verità, però, è che non è il vostro corpo ad essere sbagliato ma l’abito che avete provato! Si, perché esiste sempre l’abito perfetto per la propria fisicità e quello, evidentemente, non lo era.

Come si fa a scegliere l’abito giusto per il proprio fisico?

Avete mai sentito parlare di fisico a triangolo, rettangolo, clessidra? O di fisico a mela, pera, peperone? Sono alcune delle categorie con le quali si possono descrivere le forme del corpo femminile ed è proprio la risposta che state cercando. Che si scelga di usare la geometrica o la variante vegetale, poco importa. Lo scopo è: conoscere la forma del vostro corpo!

I vantaggi che otterrete saranno enormi! Imparerete ad applicare alla vostra figura la tecnica del camouflage, ovvero a usare abiti e accessori strategici per valorizzare i punti di forza e camuffare i punti deboli della vostra silhouette. In termini pratici, significa sapere esattamente cosa vi dona e cosa no, smettere di fare acquisti sbagliati e risparmiare tanto denaro. Niente male, vero? Allora cominciamo subito.

Ecco le caratteristiche delle 5 figure: divertitevi a scoprire la vostra!

1. Clessidra. È una figura ben proporzionata perché, insieme a un punto vita sottile, ha la circonferenza del torace più o meno identica a quella dei fianchi. Chi presenta queste caratteristiche ha anche la fortuna di mettere su peso in modo omogeneo, mantenendo il tanto invidiato “vitino da vespa” e le forme sinuose.

Obiettivo: Enfatizzare le curve e la vita sottile.

2. Triangolo o pera. Facile da immaginare, questa struttura appare sproporzionata nella parte bassa del corpo proprio come una pera. I suoi punti difficili, infatti, sono rappresentati dai fianchi e dalle cosce dove tende ad accumulare i chili di troppo. Il seno, invece, è solitamente poco prosperoso e la vita sottile (come la clessidra).

Obiettivo: portare equilibrio e volume nella parte superiore del corpo.

3. Triangolo invertito o fragola. Al contrario della figura precedente, in questo caso è la parte alta del corpo ad essere sbilanciata. La circonferenza del torace, infatti, è più ampia rispetto a quella della vita e dei fianchi e presenta un seno prosperoso. Ricorda un po’ le proporzioni della figura maschile e, come questa, tende a mettere peso in modo omogeneo su tutto il corpo.

Obiettivo: riequilibrare la parte inferiore con più volume.

4. Rettangolo o banana. Ben lontana dalle curve femminili della clessidra, questa figura è sbilanciata nella parte dell’addome a causa di un punto vita poco segnato e quasi coincidente con la circonferenza del torace e dei fianchi. Il suo vantaggio? Tende ad ingrassare pochissimo!

Obiettivo: aggiungere curve con volumi strategici.

5. Ovale o mela. Sbilanciata nella zona del girovita, che si presenta più ampio rispetto alla circonferenza del torace e dei fianchi, è proprio sull’addome che tende ad accumulare i chili in più. Il suo punto di forza? Gambe slanciate e particolarmente snelle rispetto alla parte superiore.

Obiettivo: distogliere l’attenzione dal punto vita.

Potete analizzare le vostre caratteristiche guardandovi allo specchio; oppure fatevi scattare una foto a figura intera (possibilmente in biancheria intima) e osservatela attentamente. Siete riuscite a riconoscervi in una delle figure elencate? Bene! Avete l’elemento chiave per trovare il vostro abito.

Non vi ritrovate in nessuna figura? Nessun problema! Scrivetemi a info@stylecoaching.it e sarò felice di aiutarvi.

Potete leggere questo articolo anche su ilovefoods 

 

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Oggi sono felice di proporvi un articolo che inaugura un’emozionante collaborazione con Manageritalia, una federazione nazionale che rappresenta manager e figure altamente professionali in tutta Italia. Condividerò con loro e con voi (ovviamente!) tanti consigli e suggerimenti dedicati al mondo del lavoro, approfondendo argomenti di stile, etichetta e comunicazione. Buona lettura!

Il telefono è un inseparabile strumento di lavoro: sostiene i nostri rapporti professionali, ci segue fuori dall’ufficio e, talvolta, ci “perseguita” anche in vacanza. Riceviamo decine di telefonate ogni giorno, tanto che spesso rispondiamo in tono automatico senza prestare troppa attenzione alle parole.
Ma non bisogna dimenticare l’importanza di una buona comunicazione anche quando il nostro interlocutore non è fisicamente di fronte a noi. Partendo dal primo assioma della comunicazione secondo il quale “non si può non comunicare”, allora è opportuno farlo in modo professionale, evitando questi cinque comportamenti:

1. Non presentarsi. Soprattutto per le chiamate che facciamo verso l’esterno, l’autopresentazione è il nostro biglietto da visita, ciò che ci permette di catturare l’attenzione di chi ci ascolta. Un saluto, il proprio nome e ruolo aziendale insieme al motivo della chiamata sono l’indispensabile per fare una buona prima impressione al telefono.

2. Urlare. Va bene coprire i rumori di sottofondo per essere ascoltati dall’altra parte dell’apparecchio, ma il volume della voce non deve mai essere troppo alto. È preferibile piuttosto prendere la chiamata in un luogo più silenzioso o rinviarla a un momento successivo. Un volume troppo alto, inoltre, può essere il segnale di un carattere aggressivo o irascibile, oltre che dell’umore di quel preciso momento.

3. Non parlare con altre persone. È una situazione tipica: siamo al telefono ed entra nel nostro ufficio un collega che ci chiede qualcosa. Che fare? Semplice: non interrompere la conversazione telefonica per intavolarne una nuova con il nostro collega (che, educatamente, dovrebbe attendere la fine della telefonata per rivolgerci la sua domanda).

4. Non avvisare se siamo in vivavoce. C’è un tempo e un luogo per l’utilizzo del vivavoce e, soprattutto, c’è bisogno del consenso dell’altra parte che potrebbe non voler condividere le informazioni della chiamata con chi è presente nel nostro ufficio (a meno che questi non ne siano espressamente coinvolti).

5. Dare informazioni personali sui colleghi. Quando rispondiamo al posto di un collega assente (e dopo aver seguito le 4 regole precedenti), è sufficiente pronunciare un semplice “al momento non è in ufficio” senza perdersi in spiegazioni sui motivi per i quali il collega non è al suo posto. È bene ricordare che ogni parola fuori posto o informazione non richiesta potrebbe mettere in cattiva luce il nostro collega.

Infine, la regola aurea della buona educazione: salutare sempre sia all’inizio che alla fine di una telefonata.

 

Puoi leggere questo articolo anche su Manageritalia.

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Manca poco al Natale e inizia il giro di aperitivi con amici e colleghi per augurare loro buone feste. Come ogni anno, quasi ogni azienda organizza per l’occasione una cena o un party a tema natalizio che, all’apparenza innocuo e divertente, può nascondere alcune insidie.

Esagerazione? No, visto che, anche se si tratta di una festa, saranno presenti colleghi, capi e dirigenti, ovvero tutto l’ufficio al completo! Per questo è sempre bene adottare un comportamento rilassato ma controllato.

Ecco qualche suggerimento da seguire per non commettere epic fail e divertirsi.

 

1. Partecipate al party. In molti sono tentati di disertare perché non hanno voglia di trascorrere anche il tempo libero con i colleghi e perché non partecipare è il modo più facile per non commettere errori. Mancare alla cena di Natale organizzata dall’azienda, però, è di per sé un errore perché potrebbe essere visto come una mancanza di spirito aziendale.

Guardate il lato positivo: è un buon modo per coltivare relazioni con i colleghi e i superiori senza dover parlare di lavoro. E questo porta direttamente al prossimo consiglio.

2. Fate conversazione e socializzate. Niente pettegolezzi (soprattutto su altri colleghi) e niente battute irridenti o sessualmente allusive: ricordate che siete pur sempre tra colleghi e superiori. Evitate anche discussioni o argomenti delicati che riguardano il lavoro perché non è la sede adatta. Meglio affrontare temi di attualità, impegnandosi anche ad ascoltare l’opinione altrui, o cercare di conoscere i propri colleghi senza essere invadenti.

3. Non esagerate con l’alcool. L’eccesso di alcool è sempre causa di comportamenti e parole imbarazzanti pronunciate senza alcun filtro. Pertanto, imponetevi un limite alcolico e rispettatelo se non volete pentirvi di qualcosa che magari non ricorderete nemmeno i aver detto o fatto. Sorseggiate, quindi, il vostro drink durante tutta la serata accertandovi di non farlo a stomaco vuoto.

4. Mangiate con moderazione. Non vi fiondate sul buffet o sulle portate come se aveste vissuto su un’isola deserta per settimane. Va bene che la cena è offerta dall’azienda ma ci vuole pur sempre contegno!

5. Vestitevi in maniera adeguata. Come? Mettendo in pratica, innanzitutto, la regola del “non troppo”, ovvero: niente di troppo corto, troppo scollato, troppo appariscente, troppo eccentrico. E in ogni caso niente jeans!

Informatevi sulla location e sul dress code della festa perché sarà il vostro punto di riferimento: black tie, elegante, casual, a tema. In quest’ultimo caso, evitate di eccedere con i richiami al tema scelto o, peggio, di osare il total look: è un party di Natale, non di carnevale!

Se non potete andare a casa a cambiarvi ma volete “staccare” dall’atmosfera dell’ufficio, cambiate gli accessori o qualche dettaglio.

Per le donne: aggiungete un gioiello importante e sostituite la borsa da lavoro con una clutch o una piccola tracolla. Per quanto riguarda il trucco, optate per un make up day to night, ovvero leggero per il giorno da accentuare la sera con un ombretto più scuro e il rossetto.

Per gli uomini: cambiate la cravatta o, se preferite, sostituitela con un papillon. L’aggiunta del fazzoletto da taschino conferirà, invece, un tocco di classe all’outfit.

 

Buone Feste!

 

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Consigli di stile e di etichetta per sopravvivere alla cena di natale con i colleghi: cosa indossare, come comportarsi e cosa non fare per evitare brutte figure e cattiva reputazione in ufficio.

Qualcuno ha già preso parte alle primi party aziendali a tema natalizio, qualcun altro deve ancora farlo e vuole gestire senza stress questo evento social ricco di insidie.

Esagerazione? No, visto che, anche se si tratta di una festa, saranno presenti colleghi, capi e dirigenti, ovvero tutto l’ufficio al completo! Per questo è sempre bene adottare un comportamento rilassato ma controllato.

Ecco qualche suggerimento da seguire per non commettere epic fail e divertirsi.

AndateciLo so che è più facile non commettere errori se si evita del tutto l’occasione ma mancare al party è di per sé un errore perché potrebbe essere visto come una mancanza di spirito aziendale.

Il lato positivo è che si tratta di un buon modo per coltivare relazioni con i colleghi e i superiori senza dover parlare di lavoro. E questo porta direttamente al prossimo consiglio.

Preparate degli argomenti di conversazioneNiente pettegolezzi e chiacchiere (soprattutto su altri colleghi), niente discussioni di lavoro o argomenti delicati. Ricordate che siete pur sempre in un contesto lavorativo. Meglio affrontare temi di attualità, impegnandosi anche ad ascoltare l’opinione altrui.

Non ubriacatevi, mai e poi mai. L’eccesso di alcool è sempre causa di comportamenti e parole imbarazzanti e senza filtro. Pertanto, imponetevi un limite alcolico e rispettatelo. Sorseggiate il vostro drink durante tutta la serata accertandovi di non farlo a stomaco vuoto.

Mangiate con moderazione. Non vi fiondate sul buffet (e sull’open bar) come se aveste vissuto su un’isola deserta per settimane. Va bene che sia tutto gratis ma ci vuole contegno!

Ultimo dettaglio ma non meno importante: il look.

Vestitevi in maniera adeguata. Come? Mettendo in pratica, innanzitutto, la regola del “non troppo”, ovvero: niente di troppo corto, troppo scollato, troppo appariscente, troppo eccentrico. E in ogni caso, no, niente jeans!

Informatevi sulla location e sul dress code della festa perché sarà il vostro punto di riferimento: black tie, elegante, casual, a tema. In quest’ultimo caso, evitate di eccedere con i richiami al tema o, peggio, di osare il total look: è un party di Natale, non di carnevale!

Se non potete andare a casa a cambiarvi ma volete “staccare” dall’ufficio, variate gli accessori.

Per le donne: aggiungete un gioiello importante, magari una collana; sostituite la borsa da lavoro con una clutch o una piccola tracolla e optate per un make up day to night. Sul blog ClioMakeup potete trovare degli utili suggerimenti al riguardo.

Per gli uomini: cambiate la cravatta, scegliendo tra tinta unita, righe, pois, disegno cashmere, fantasia o tartan. Per la sera potete osare di più con i colori a patto di mantenere sempre discrezione e buon gusto.

Abbinate un fazzoletto da taschino facendo attenzione a non usare lo stesso tessuto e fantasia della cravatta. Per un look più elegante e di carattere potete optare per il farfallino o papillon. In tinta unita o fantasie discrete come i piccoli pois, l’importante è non farsi tentare da paillettes, strass e brillantini!

 

E se desiderate trovare l’outfit ideale per essere al top alla prossima festa aziendale, lasciate un messaggio e vi contatterò subito per darvi il mio aiuto.

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Come ha fatto l’ex bagnina di Baywatch a cambiare radicalmente la sua immagine?

Ce la ricordiamo tutti nel suo sgambatissimo costume intero rosso mentre correva per le spiagge di Malibu a salvare non si sa bene chi dalle onde dell’oceano. Bella, bionda, esplosiva e decisamente sexy. Forse troppo per certi versi.

A parte quel ruolo (lontano dalle interpretazioni da Oscar) e tante copertine di Playboy, non credo si possa ricordare Pamela Anderson per altro. Quel ruolo, in fondo, glielo hanno cucito addosso grazie alla sua prorompente fisicità e agli abiti succinti che le hanno consigliato di indossare.

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Eppure la signora Anderson è stata capace di far capire anche al pubblico più scettico che lei è molto di più della sexy bagnina bionda. Pamela è anche una seria attivista PETA da moltissimi anni, ha lanciato una linea di scarpe vegan – Pammies Life – e gira il mondo per sensibilizzare alla causa animale. E lo fa con un’immagine nuova, insolita rispetto a quanto siamo stati abituati a vedere.

Ma anche questa è Pamela Anderson, anzi forse è proprio questa la vera Pamela Anderson.

Qual è stata la chiave per la trasformazione da sexy bagnina a sexy lady?

Il prezioso lavoro della stylist e consulente d’immagine Martina Nilsson che, aprendo il guardaroba dell’attrice, è rimasta scioccata dalla quantità di bellissimi abiti dallo stile classico e femminile, mai indossati da Pamela. Almeno fino ad ora.

Già, perché l’intervento della stylist è stato duplice: da un lato, ha interpretato la personalità della Anderson e il suo attuale lifestyle; dall’altro, ha inserito quei magnifici abiti e accessori negli outfit quotidiani dell’attrice, regalandole un’allure sofisticata e sexy allo stesso tempo (in fondo è pur sempre di Pamela Anderson che stiamo parlando!).

Niente fronzoli e niente eccessi perché in un makeover, anzi in questo caso un make-under, vale la regola aurea di Mademoiselle Coco Chanel: less is more.

In questa gallery ci sono alcuni dei suoi look più belli sfoggiati nelle ultime uscite pubbliche.

Sono in molti a pensare che con questa nuova e più sobria immagine, Pamela Anderson sia più bella, più sexy e decisamente più adatta al ruolo di ambasciatrice PETA!

È la dimostrazione lampante di come la forma influisca sulla sostanza e di come sia importante curare il proprio aspetto per trasmettere il giusto messaggio.

Ognuno di noi, infatti, esprime giudizi sul carattere, la credibilità, l’intelligenza e il livello di reddito di una persona basandosi solo sulla prima impressione. Ciò non significa dipendere dal giudizio altrui ma, al contrario, fare in modo che questo non sia distorto.

Per questo la domanda è: cosa pensi che la tua immagine dica al mondo?

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