10 cose da non indossare in ufficio d’estate

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Siamo in piena estate e chi non è ancora ufficialmente e fisicamente in vacanza lo è almeno con la testa. Questo però non giustifica l’adozione di un abbigliamento “vacanziero” anche per l’ufficio. Va bene che le temperature sono elevate, va bene che mancano pochi giorni alle ferie ma stile e buon gusto non possono andare in vacanza.

Lavorare con il caldo è certamente faticoso, ma certe “concessioni” alla scrivania non sono proprio giustificabili. E se web e riviste di moda propongono tante valide opzioni per soddisfare l’esigenza di indossare qualcosa di comodo e fresco al lavoro, io ho deciso di elencare le 10 cose da non indossare in ufficio d’estate.

1. Bermuda e shorts. Da uomo o da donna non fa alcuna differenza: se non siete sulla passeggiata di una località balneare o su un campo da golf allora è meglio evitare. E in ogni caso non potreste abbinare giacca e cravatta!

2. Prendisole, caftani & co. Sono capi di abbigliamento usati soprattutto come copricostume e, come tali, usati prevalentemente al mare o in piscina. 

3. Infradito e ciabatte. Il bon ton è molto rigido sulla possibilità di scoprire le dita dei piedi in ufficio e il massimo che concede è una scarpa “open toe” ovvero spuntata. Uso di ciabatte e infradito sul luogo di lavoro: vietato! 

4. Canotta. Anche in questo caso, come ne precedente, l’etichetta da ufficio non prevede le spalle scoperte e non posso che essere d’accordo. Il più delle volte, oltre a lasciare scoperte generose porzioni di pelle, chi indossa la canotta lascia scoperte anche le spalline del reggiseno. Per gli uomini, il no è categorico a prescindere dall’etichetta (per ovvie ragioni!).

5. Crop top. Può essere una canotta o una t-shirt, l’elemento qualificante è che questo indumento lascia la pancia scoperta. Si presume che chi lavori in ufficio abbia già superato l’adolescenza e la prima giovinezza, età nelle quali (quasi) tutto è concesso in tema di sperimentazione stilistica. E anche se siete in splendida forma, con addominali da fare invidia ad un atleta, evitate comunque di scoprirvi troppo.

6. Abiti e maglie trasparenti. Il vedo-non vedo ha sempre il suo fascino perchè stuzzica la vista e anche l’immaginazione. Ma se siete in ufficio il vostro obiettivo è lavorare, non stuzzicare le fantasie altrui. Lasciate certi tessuti ad occasioni speciali.

7. T-shirt usurate dal sapore finto-trasandato. Le producono già fornite di strappi e di buchi, posizionati ad arte quà e là. L’effetto sarà pure finto trasandato, ma in ufficio fa vero sciattone. E pensare che le nostre nonne ne avrebbero fatto stracci per la polvere.

8. Orli e scollature vertiginosi. Cominciamo col dire che tutto ciò che è troppo corto o troppo scollato è anche molto scomodo per svolgere le attività quotidiane. Aggiungiamo inoltre che non sono nè sexy nè sensuali e se questo è l’effetto desiderato, leggete di nuovo il punto 6.

9. Abbigliamento sportivo. A meno che non facciate gli sportivi di professione, l’abbigliamento sportivo – qualunque esso sia – non è appropriato per l’ufficio. Non si fanno eccezioni nemmeno per il casual friday

10. Mollettone per capelli. Qui mi rivolgo alle signore dai capelli medio-lunghi che proprio non sopportano il caldo e non vogliono accorciare l’adorata chioma. Il mollettone è un accessorio indispensabile solo quando decidete di fare le pulizie di casa, lontane da occhi indiscreti. Per tutte le altre occasioni (alle quali aggiungo la spiaggia), meglio raccogliere i capelli in una coda easy chic o in un elegante chignon.  

Buone vacanze.

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