Come fare una buona prima impressione

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Cosa significa fare una buona prima impressione e quanto tempo abbiamo per riuscirci?

La prima impressione è quella “fotografia” scattata nella mente del nostro interlocutore quando ci incontra per la prima volta. Ci mette a fuoco, applica i filtri che ritiene più adatti a noi e…click! La nostra immagine stampata in maniera pressoché indelebile.

Secondo alcune ricerche universitarie, bastano solo 7 secondi per scattare quella “fotografia”. Un lasso di tempo sicuramente limitato che, tuttavia, influisce in maniera determinante su ciò che l’altra parte pensa di noi. Sembra incredibile ma, in quei pochi istanti, il cervello del nostro interlocutore registra tutte le impressioni recepite attraverso i suoi organi sensoriali dando origine ad un personale giudizio su di noi, ovvero sulla nostra personalità, le nostre attitudini e potenzialità nonché sul nostro stile di vita.

Benché quel giudizio si sia formato in un arco temporale brevissimo e sulla base di informazioni sommarie, rappresenterà comunque il 100% di noi agli occhi dell’altro. Ciò significa che qualsiasi ulteriore informazione questi riceverà sul nostro conto sarà sempre filtrata attraverso quel giudizio.

E’ facile comprendere quale impatto possa avere, per esempio durante un colloquio di lavoro, un’impressione sbagliata ma è inutile farsi prendere dall’ansia!  Volete sapere come sfruttare efficacemente quei pochi e preziosi secondi?

Attenzione ai 5 aspetti fondamentali per fare una buona prima impressione.

 

L’abbigliamento. E’ il primo strumento utile per parlare di voi, per esprimere la vostra personalità senza che sia necessario parlare. Per scegliere l’outfit più adatto all’occasione, chiedetevi qual è l’immagine che volete dare: forte e sicura di se, aperta e amichevole, creativa o rigorosa? La risposta a queste domande rappresenta il messaggio che volete trasmettere e la guida nella scelta dell’abbigliamento. Ricordate, inoltre, di non trascurare “dettagli” importanti come: avere i capelli in ordine, le unghie curate, un trucco leggero (per le donne!) e un profumo non invadente.

La stretta di mano. E’ la forma di saluto professionale, esprime intesa e rappresenta il primo contatto ravvicinato con una persona che non conosciamo. Per questo motivo deve essere breve, rispettosa ed equilibrata: niente scuotimenti prolungati, niente prove di forza con stritolamento delle falangi e nemmeno incuranti e fiacchi abbandoni della mano. Il vostro scopo è fare una buona prima impressione, perciò dovete esprimere il piacere di della conoscenza attraverso quel contatto. A proposito: al momento della presentazione, meglio sostituire il vecchio “piacere” con un più appropriato e meno abusato “lieto di conoscerla”.

La postura. Il linguaggio del corpo non è facile da controllare ma è fondamentale per trasmettere interesse, attenzione e rispetto verso il nostro interlocutore. Questo significa adottare e mantenere una postura eretta ma non rigida, le spalle rilassate senza, tuttavia, scivolare sulla sedia dando l’impressione di essere sul divano dii casa. Attenzione anche alla posizione delle braccia e delle gambe: tenerle incrociate indica un atteggiamento di chiusura e difesa.

Il contatto visivo. Guardare una persona dritto negli occhi non vuol dire fissarla incessantemente rischiando di metterla a disagio, ma prestarle attenzione e interesse trasmettendo, al contempo, energia e sicurezza. Quando parliamo o quando ascoltiamo qualcuno, il nostro sguardo deve spaziare tra gli occhi e la fronte dell’interlocutore. Guardare altrove per troppo tempo può, invece, trasmettere disagio o addirittura noia.

Il tono di voce. Può rivelare molto delle emozioni che si provano, rischiando di tradire uno stato d’animo che, invece, vorremmo nascondere. Parlare in modo chiaro, scandendo bene le parole, usare un tono sufficientemente alto da essere udito senza difficoltà e utilizzare un linguaggio appropriato sono elementi essenziali per trasmettere sicurezza, competenza e rispetto per chi ci ascolta. Non dimenticate che le parole e il modo in cui le pronunciate devono rafforzare il messaggio che avete già lanciato con la vostra immagine e con il linguaggio del vostro corpo.

Ammetto che quelli appena descritti possono sembrare troppi fattori da tenere sotto controllo in soli 7 secondi, ma pensate che ogni incontro porta con sè nuove opportunità, magari proprio quella che stavate aspettando. Se ben gestiti, quei 7 secondi vi saranno più che sufficienti!

Il mio consiglio, quindi, è di fare pratica per rendere ogni gesto spontaneo e naturale. E non dimenticate mai di sorridere!

Simona

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